Fonds FEF-EB-0001 - Cancelleria angioina

Zone d'identification

Code de référence

IT IT-ASNA FEF-EB-0001

Intitulé

Cancelleria angioina

Date(s)

  • 1265-1442 (Production)

Niveau de description

Fonds

Importance matérielle et support

366 documenti

Zone du contexte

Institution de conservation

Histoire archivistique

La prima notizia di un archivio angioino ci è data da tre mandati dati in Corneto il 9 settembre del 1269, in cui si parla di sedi nei castelli di Melfi, Canosa e Lucera. Abbiamo notizie di frequenti trasferimenti di registri da un luogo ad un altro. E così per quasi tutto il regno di Carlo I i registri della Cancelleria erano conservati in luoghi diversi fra cui i castelli dell'Ovo e di Capuana in Napoli, nella torre di Sant'Erasmo presso Capua, nei castelli di Bari, di Trani, di Melfi, di Lagopesole. Solo l'8 ottobre 1284 il Re ordinò che fossero ricercati e riuniti tutti i registri presso la Regia Curia. Questo concentramento degli archivi avvenne in Bari, dove il 21 novembre dello stesso anno ne fu fatto un inventario, riportato in uno dei registri superstiti. Fu allora constatata l'esistenza di 91 tra registri completi e gruppi di "quaterni". Il trasferimento di tutto l'archivio a Napoli avvenne soltanto ai tempi di Carlo II. Il 15 marzo 1290 maestro Guglielmo de Pontisera, custode dell'archivio delle "rationes" della Curia, riceveva in Napoli tutti i registri dei conti dei vari funzionari delle province. Nel 1299, poi, in virtù di una disposizione del 2 luglio, furono portati a Napoli molti altri registri, che stavano ancora a Melfi. Una parte dell'archivio, intanto, era stata trasferita alla fine del XIII secolo dal castello dell'Ovo nella casa che era stata di Pier delle Vigne a Sommapiazza, che apparteneva allora al cardinale Luca Fieschi. Qui risiedeva la Zecca delle monete, e da allora l'archivio stesso fu chiamato "della Regia Zecca". In tale occasione l'archivio stesso fu unito alla Camera dei Conti ed affidato ai Maestri Razionali. In seguito, per un ordine del re Roberto del 5 ottobre 1325, Zecca, Camera ed Archivio furono trasferiti nelle case della famiglia Vulcano a Porta Petruccia, nelle vicinanze di Santa Maria la Nova. Dopo soli sette anni, però, lo stesso re acquistò un palazzo di fronte alla chiesa di Sant'Agostino, che era della famiglia Di Somma, trasportandovi gli uffici e l'archivio. Qui i registri ebbero lunga dimora, fino a quando, intorno al 1540, avendo il vicerè don Pietro di Toledo trasformato l'antico castello di Capuana in sede dei Tribunali, vi fece trasferire l'antico archivio della Cancelleria. Questa sistemazione sarebbe durata a lungo. All'archivio si aggiunsero successivamente le carte della Regia Camera della Sommaria e di molte altre magistrature. Solo verso il 1845, in esecuzione del real rescritto di Ferdinando II del 25 aprile 1835, tutti gli archivi furono consegnati al Grande Archivio del Regno e trasportati quindi da Castel Capuano nel vasto fabbricato del soppresso monastero benedettino dei Santi Severino e Sossio.

L'archivio - distrutto nel 1943, a causa dell'incendio appiccato dai tedeschi a villa Montesano in San Paolo Bel Sito presso Nola, dove era stato trasportato per misure di protezione antiaerea - era costituito da 375 registri in pergamena e 3 in carta; da 4 registri frammentari detti " registri nuovi "; da 66 volumi in carta, intitolati "fascicoli"; da 37 volumi di atti in pergamena, originali, detti "arche in pergamena" e da 21 volumi di atti in carta, pure originali, detti "arche in carta".
Dalla rovina si salvarono, per essere rimasti in sede, oltre a qualche frammento, i repertori del Sicola, del Chiarito, del Borrelli e tre volumi dei Notamenta di Carlo de Lellis.
Nel 1944 Riccardo Filangieri, soprintendente agli Archivi napoletani, nel desiderio di recuperare e raccogliere quanto era possibile reperire degli atti angioini perduti, elaborò e mise in atto un valido piano di ricostruzione dell'archivio angioino, attraverso originali, copie, manoscritti, microfilm e fotocopie esistenti nell'AS Napoli e altrove, trascritti, pubblicati o raccolti da studiosi italiani e stranieri di ogni tempo.
Sorse così presso l'AS Napoli l'ufficio della ricostruzione angioina, tuttora operante.
I documenti e le notizie rinvenute vennero e vengono raggruppati nell'ordine e nelle serie dei registri, fascicoli e arche, in pergamena e in carta, secondo l'appartenenza rispecchiando così la struttura che la cancelleria aveva al momento della distruzione.
L'accademia pontaniana, su proposta di Benedetto Croce, si assunse l'onere della pubblicazione. Il primo volume, I registri della cancelleria angioina ricostruiti da Riccardo Filangieri con la collaborazione degli archivisti napoletani, vide la luce a Napoli nel 1949; a tutt'oggi sono stati pubblicati 124 registri del regno di Carlo Id'Angiò nei volumi I-XXVII della raccolta, 19 registri del regno di Carlo II d'Angiò nei volumi XXVIII-XXX e 1 registro di Luigi III d'Angiò nel volume XXXIV. I registri pubblicati sono stati ricostruiti secondo la struttura e l'ordinamento prospettati da P. Durrieu, e con l'aiuto dell'Inventario di B. Capasso.

Modalités d'entrée

Zone du contenu et de la structure

Présentation du contenu

L'archivio angioino ricostruito è formato da: a) trascrizioni, regesti, notizie, fotocopie di documenti raggruppati secondo il fondo cui appartenevano (registri, fascicoli, arche in pergamena, arche in carta); b) trascrizioni, regesti, notizie di documenti angioini senza citazione della fonte o con citazione errata o non datati; c) copie autentiche di documenti angioini; d) raccolta dei mss. Filangieri; e) raccolta di mss. di studiosi diversi: Del Giudice, Faraglia, Forcellini, Léonard, Minieri Riccio, Scandone, Zazo e altri; f) fotocopie e microfilm; g) schedario di bibliografia angioina.
I frammenti superstiti sono: a) 1 frammento di foglio del reg. n. 80 (1295-1296); b) fascicolo senza segnatura: Licterae patentes et responsales, ff. 22 (1275, indizioni III e IV); c) arche in pergamena: frammenti 13 (1266- sec. XIV); d) arche in carta: 104 frammenti (secc. XIII-XV); e) privilegi, mandati, licterae regiae in carta: 12 frammenti (1278-1396 e s.d.); f) licterae variae, clausae, patentes: frammenti 59 (secc. XIII e ss.); g) fascicoli 21 in carta (1273-sec. XIV).

Évaluation, élimination et calendrier de conservation

Accroissements

Mode de classement

La ricostruzione ha mantenuto le serie originali:
Registri ricostruiti:
Cancelleria di Carlo I
Cancelleria di Carlo II
Cancelleria di Roberto
Cancelleria di Giovanna I
Cancelleria di Carlo III
Cancelleria di Ladislao
Cancelleria di Giovanna II
Fascicoli ricostruiti
Arche ricostruite:
Arche in pergamena
Arche in carta bambagina

Zone des conditions d'accès et d'utilisation

Conditions d’accès

Conditions de reproduction

Langue des documents

Écriture des documents

Notes sur la langue et l'écriture

Caractéristiques matérielle et contraintes techniques

Instruments de recherche

Strumenti di ricerca presenti in Sala di Studio: inv. 542. Elenco.

Notamenti e repertori: C. DE LELLIS, Notame nta ex registris Caroli II, Roberti et Caroli ducis Calabriae, voll. III, IV e IV bis;
S. SICOLA, Repertori del registro di Federico II e dei registri angioini, voll. 21;
P. VINCENTI, Notamento, vol. 1;
S. SICOLA, Repertorio dei fascicoli angioini, voll. 2;
G. BORRELLI, Repertorium universale ex registris R. Syclae, trascritto dal Sicola, voll. 2;
M. CHIARITO, Repertori diversi, voll. 24; Repertori di autori diversi, voll. 6.

Ricostruzione dell'Archivio online: http://patrimonio.archiviodistatonapoli.it/xdams-asna/public/application/jsp/hierBrowser.jsp?titolo=inventari&db=asna000063&hierCount=25&docStart=1&docToggle=1&hierStatus=&openDoc=1&dbToSave=asna000063

Zone des sources complémentaires

Existence et lieu de conservation des originaux

Existence et lieu de conservation des copies

Unités de description associées

Related descriptions

Zone des notes

Alternative identifier(s)

Points d'accès

Points d'accès sujets

Points d'accès lieux

Points d'accès Noms

Zone du contrôle de la description

Identifiant de la description

IT-ASNA-FEF-EB-0001/CENDARI Italia

Identifiant du service responsable de la description

IT-FEF

Règles et/ou conventions utilisées

Descrizione conforme allo standard ISAD-G (Standard internazionale di descrizione archivistica)
Italia

Niveau d'élaboration

Ébauche

Niveau de détail

Complet

Dates de production, de révision, de suppression

2012-10-23 [ISO 8601] Creation

Langue(s)

  • italien

Écriture(s)

  • latin

Sources

http://www.archiviodistatonapoli.it/asnaCMS/index.jsp
http://www.archivi.beniculturali.it
http://patrimonio.archiviodistatonapoli.it/xdams-asna
http://www.archivi-sias.it/Scheda_Complesso.asp?FiltraComplesso=605010755

Note de l'archiviste

Redazione a cura di Elisa Brunoni (FEF) Italy

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